Ripulire la fedina penale

riabilitazione tribunale di sorveglianza di trento

La Riabilitazione

La persona che desidera cancellare completamente gli effetti di una condanna penale, tornando a essere come un incensurato, può chiedere la riabilitazione che può essere chiesta, dopo che sono trascorsi tre anni o otto per i recidivi aggravati oppure dieci per i delinquenti abituali, dall’espiazione della pena. Prendere anche visione del Vademecum per la domanda di riabilitazione per le spiegazioni dettagliate sui termini e le condizioni di ammissibilità dell’istanza.

La domanda

in carta semplice (senza marche da bollo), deve essere rivolta al Tribunale di sorveglianza, l’interessato può farsi assistere da un avvocato per verificare l’ammissibilità della domanda e redigerla, oppure può utilizzare per la domanda il fac-simile di istanza (vedi sotto).

Compilazione

E’ necessario indicare le generalità di chi chiede la riabilitazione, indicare le sentenze e/o i decreti penali se conosciuti, specificando numero, data, autorità giudiziaria che l’ha emessa, data di fine espiazione o estinzione della pena detentiva e della pena pecuniaria, altrimenti riportare la dicitura “tutte le condanne presenti nel casellario giudiziale”, ed il motivo per cui si chiede la riabilitazione.

Integrazione alla domanda

Al momento della presentazione dell’istanza o anche in un momento successivo, ad integrazione della stessa, documentare il risarcimento del danno o l’impossibilità di farlo e l’attività riparatoria con la
dichiarazione autentica della persona offesa o degli eredi di aver ricevuto il risarcimento e di ritenersi soddisfatta, accompagnata da copia di un loro documento di identità.

Nel caso non esistano o non si trovino le parti offese

allegare la documentazione dei tentativi per rintracciarle e proporre al magistrato di sorveglianza un’attività riparatoria, per esempio versamenti ad associazioni che curano gli interessi di vittime di reati analoghi a quello commesso e chiedere l’autorizzazione a compierla, oppure documentazione comprovante le condizioni personali ed economiche disagevoli che impediscono, anche parzialmente, il risarcimento o l’attività riparatoria come il modello “Cud” di dichiarazione dei redditi, certificato di disoccupazione o di mobilità, libretto del lavoro, certificati sanitari, ecc.

Può essere utile

fornire fotocopie delle sentenze o decreti penali per cui si chiede la riabilitazione, verificare di non avere procedimenti giudiziari in corso (“carichi pendenti”) o altre condanne oltre a quelle per cui si chiede la riabilitazione, documentare il pagamento delle spese processuali e di mantenimento nell’istituto penitenziario, allegando le ricevute di pagamento. La documentazione fornita non sostituirà ma renderà più facili e più rapidi i controlli che la cancelleria del Tribunale di sorveglianza compirà in ogni caso attraverso le Forze dell’ordine, le banche dati del Ministero della giustizia, quelle del Ministero dell’economia e delle finanze, le direzioni degli istituti di pena.

Documentare

una effettiva e costante buona condotta, allegando per esempio attestazioni comprovanti la spontanea partecipazione ad attività socialmente utili o realizzazione di iniziative benefiche, attestazioni comprovanti un particolare impegno posto nelle attività personali (lavoro, studio, famiglia) o quant’altro ritenuto idoneo, fornire e documentare ogni altro elemento utile per l’accoglimento della domanda di riabilitazione.

La decisione

E’ presa dal Tribunale di sorveglianza composto da due magistrati e due esperti, dopo aver esaminato gli atti in camera di consiglio senza la presenza delle parti, pertanto è nell’interesse della parte chiedere alla cancelleria la data di trattazione e prima di tale data, esaminare il fascicolo relativo al procedimento per controllare che la documentazione sia completa.

Normativa di riferimento:

• artt. 178 e seg. del codice penale;
• art. 683 codice procedura penale.